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Vinexpo 2013: palcoscenico mondiale del vino…..e di preoccupazioni

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Si è conclusa l’edizione di Vinexpo 2013, definita dalla maggior parte degli operatori la “fiera più importante al mondo del vino” sicuramente non per la quantità delle presenze o di espositori (2400 espositori, circa 48000 visitatori) ma sicuramente per la presenza di oltre 44 paesi rappresentati.

Vinexpo di diritto, può ambire alla “gold medal” come organizzazione ed efficienza: parcheggi gratuiti, wi-fi gratuita, 5 minuti per ritirare il proprio badge, accoglienza e spiegazioni oltre misura nelle sale tematiche di degustazione e nei seminari sono solo alcuni (ma fondamentali) aspetti che determinano questo premio, aspetti non extraterrestri né che profumano di miracolo nel 2013 ma che non ritroviamo in nessuna altra fiera, sopratutto in Italia.
Grandi degustazioni e seminari hanno reso una panoramica mondiale di rilievo: dalla degustazione dei vini Turchi (sembra che il 78% dei vini turchi sia premiato ogni anno nei concorsi internazionali) che per il secondo anno si sono presentati a Vinexpo con degustazioni approfondite dell’enologia turca: vini di terroir, monovitigni autoctoni, vini di assemblaggio internazionale, degustazioni condotte dal Master ofWine Tim Atkin.
“Il Vino Rosè” con Tasting Lab dedicato ai migliori cru rosè che conferma lo stato di buona salute di questa tipologia di vino; lo studio condotto da Vinexpo/Iwsr ha documentato che esso rappresenta il 9,2% del consumo mondiale con prospettive di crescita nei prossimi anni del 7,58% nel 2016.
Vari seminari relativi al mercato Cinese, dallo sviluppo del mercato nei prossimo anni, alla visione del gusto e le differenze osservate tra Europa ed Asia.
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La maggior parte degli espositori ha organizzato all’interno del proprio stand gli eventi più disparati: dalla dimostrazione di legatura tradizionale degli champagne alle degustazioni di premier e grand cru, dal concorso “indovina l’aroma del mio vino” organizzato dalla Maison Louis Mousset coinvolgendo la stampa a scoprire il loro primo vino rosè dotato di etichetta olfattiva <<R Osè>> fino alla tanto discussa scoperta dei vini in lattina, svoltasi presso lo stand Chateau de L’ille.
I top 10 Paesi presenti in termini di superficie espositiva (in ordine decrescente) vedono questa curiosa classifica: Francia, Italia, Spagna, Cile, Portogallo, Argentina, Stati Uniti, Germania,Cina e Sud Africa.
Degna di attenzione la presenza della Cina, mercato ricco di interesse sia come mercato obbiettivo per molti produttori che come Paese produttore con i suoi 10 stand presenti a Vinexpo; spontaneo domandarsi se l’Europa vitivinicola, dichiaratamente alla conquista della Cina come mercato, non sia, effettivamente, territorio di conquista da parte del vino cinese.
Sicuramente come altri paesi (Argentina,Cile, per ex) anche la Cina sta cambiando il proprio approccio al mercato, grazie ad un prezzo/prodotto che sta lievitando; fino ad alcuni anni fa il mercato cinese sembrava preferire la vendita di una caramella sciolta anziché di una bottiglia di vino o la cura dell’etichetta; oggi questi paesi hanno fatto passi enormi passando per stand alle volte monumentali e rappresentativi della cultura Cinese o per strategie di marketing che, per esempio le aziende Argentine, hanno presentato attraverso percorsi dedicati di wine experience.
Forse i tempi di “scontri” tra vini Italiani e Francesi sono, o devono, essere finiti; da questo Vinexpo l’intera Europa deve iniziare a muoversi uniformemente nell’insediamento nei nuovi mercati e sopratutto deve fare squadra nel mantenimento dei propri mercati…..

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