Birra artigianale: un microcosmo in grande fermento

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E’ un microcosmo in grande fermento, in tutti i sensi, quello della birra artigianale.

Il consumo di birra è in aumento anche in Italia, trainato soprattutto dalla nuova e variegata offerta di birre artigianali.

Complessivamente, tra speciale, artigianale e industriale, il consumo di birra in Italia è di circa 17 milioni di ettolitri.

Un´offerta molto diversificata e in grado di soddisfare gli oltre 30 milioni di appassionati consumatori di birra presenti in Italia per un consumo procapite annuo di 29 litri, con ampie possibilità di crescita rispetto a Paesi come la Repubblica Ceca con 144 litri pro capite, l'Austria 107,8, la Germania 105, l´Irlanda 85,6, il Lussemburgo 85 o la Spagna 82.

Nel 2015 gli acquisti di birra sono aumentati del 6% rispetto a un 2014 in cui si era registrata una flessione del 5% determinata da una stagione estiva, nella quale si concentra la maggior parte dei consumi, piuttosto fredda e piovosa. Per quanto riguarda il 2016 i primi dati disponibili, relativi però al primo semestre, indicano un aumento dei consumi del 4% che lascia ben sperare per l´intero anno, complice un´estate con temperature nella norma stagionale.

L’offerta di birra artigianale italiana sta conquistando un numero crescente di consumatori sia in Italia che all’estero, dove le esportazioni di birra Made in Italy sono aumentate del 144% in 10 anni.

Numeri strabilianti, comunicati in occasione di Beer Attraction, manifestazione che ha riunito a Rimini 431 espositori tra diretti e rappresentati richiamando 20.685 visitatori.

Per Beer Attraction, anche quest’anno ci siamo occupati di selezionare i buyers impegnati negli incontri programmati con gli espositori: ogni giorno si sono svolti business meeting che hanno permesso l’incontro tra aziende e buyer europei altamente profilati.

Sono stati organizzati 600 incontri B2B che hanno permesso ai birrifici di ampliare e consolidare i loro mercati esteri.

I dati confermano che le esportazioni di birra italiana sono state stimate pari in valore attorno ai 180 milioni di euro nel 2016 con ottimi risultati nei paesi nordici, dalla Germania (+17%) all’Irlanda della Guinness (+8,1%) fino ai pub della Gran Bretagna (+2%). Questo successo è stato spinto anche e soprattutto dal boom dei microbirrifici che dieci anni fa erano poco diffusi ma che oggi contano numeri di grande rispetto.

I micro-birrifici artigianali in Italia, secondo UnionBirrai, sono circa 800, ma si arriva a 1.100 se si tiene conto delle cosiddette “beer firm”, i birrifici senza impianto di produzione proprio. Nel 2014 erano 700 e appena qualche decina vent'anni fa. Il settore dà lavoro a 3mila addetti che salgono a 5mila con l'indotto. Molti sono under 35. Sul totale della birra prodotta in Italia, la quota di “artigianale” è salita dall'1,1 per cento del 2011 (450mila ettolitri) al 3,5 per cento del 2016 (500mila ettolitri). Stimando un valore di 4,5 euro a litro, il fatturato complessivo dell'artigianato birrario italiano arriva a 225 milioni di euro. Per una quota tra il 15 e il 20 per cento garantito dalle esportazioni.

Nel 2016 è intervenuta un´importante novità per le birre artigianali. È stata infatti approvata la normativa in base alla quale la birra artigianale potrà definirsi tale solo se prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione. La norma chiarisce anche la definizione di piccolo birrificio´, che deve essere ´legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio´, utilizzare impianti ´fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio´ e non deve operare ´sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui´. Limiti anche sulla produzione annua: i piccoli birrifici non devono superare i 200mila ettolitri l´anno, inclusa le quantità di birra prodotte per conto di terzi.

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