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Interview | Roman Dabrowski

Roman Dabrowski, Ardi (Polonia)


Qual è il potenziale del vino italiano nel suo mercato?

I vini italiani in generale hanno una buona reputazione. Da quando il mercato del vino si è sviluppato qua, l’intera cultura del vino, e la Polonia è povera di produttori di vino e bevitori, sta fortemente ripartendo da zero. Per la maggior parte del ventesimo secolo le persone in Polonia hanno bevuto per la maggioranza vini di bassa qualità della ex Russia e di altri paesi del blocco sovietico come l’Ungheria e la Romania. I grandi cambiamenti nel 1989-1991 hanno dato la possibilità ai polacchi di scoprire realmente tutti i migliori vini dell’Italia, della Francia, della Spagna e del cosiddetto “nuovo mondo”, ma la sopracitata mancanza di una cultura del bere vino, il ricordo di una bassa qualità dei vini della Russia e del blocco sovietico insieme allo stereotipo che il buon vino è solo per le persone ricchissime e snob ha fatto si che la popolarità della qualità del vino in generale non è stata così grande. Però durante gli ultimi 25 anni il consumo del vino in Polonia è andato alle stelle, distruggendo quegli stereotipi che oggigiorno si stanno dissolvendo piano piano e le persone stanno cominciando ad apprezzare le gioie del buon vino. In questo contesto i vini italiani hanno una buona reputazione come vini di alta qualità, allo stesso livello dei vini francesi e di quelli spagnoli. Con la totale crescita del mercato e della cultura del vino, il potenziale per i vini italiani in Polonia sembra essere abbastanza interessante.

Ci potrebbe dire quali sono i nuovi vini popolari nel suo mercato?(ltaliani e non)

Come ho menzionato prima il mercato del vino polacco e la cultura del vino sono ancora in pieno sviluppo. Ci sono persone che già conoscono qualcosa in merito al vino e ci sono bevitori occasionali, che non ne sanno molto, e questo secondo gruppo rappresenta la maggioranza. Per il primo gruppo le tendenze nella produzione globale del vino hanno importanza, e queste persone bevono per lo più vini similari, in altri stati europei come la Bretagna o la Germania, alcuni seguono strettamente i consigli di Parker, altri no e cercano di scoprire cose interessanti da soli. Per essi i vini classici italiani come il Barolo, la Valpolicella, il Brunello etc.. non hanno bisogno di introduzioni e restano ben voluti e famosi. Il secondo gruppo è quello dei bevitori occasionali. In Polonia queste persone non conoscono molto riguardo alle varietà e alle regioni e guardano molto l’etichetta del prezzo. Questi bevitori occasionali hanno anche la tendenza (una tendenza che è in declino ma è ancora presente) di aspettarsi una bassa acidità e dei bassi livelli di tannino nel vino, essi vogliono un vino leggero, facile da bere, semisecco e poco costoso. Per questo motivo ultimamente c’è stata una fortissima crescita in popolarità dei vini primitivi della Puglia, e anno dopo anno il Lambrusco viene venduto abbastanza bene durante l’estate, quest’anno abbiamo visto anche una crescita in popolarità del Prosecco. Per lo stesso motivo vini standard cileni sono piuttosto popolari in Polonia, e negli ultimi anni anche il più leggero Vinho Verde.

Come crede che i produttori italiani potrebbero migliorare la percezione del vino italiano nel suo mercato?

Questa è una domanda piuttosto difficile. Secondo me la percezione è già veramente buona. Un elemento cruciale è diffondere la maggior quantità possibile di informazioni sul vino per poter istruire i bevitori polacchi di vino. Le aziende vinicole dovrebbero avere siti in lingua polacca, o perlomeno in inglese, in modo da aiutare le persone a scoprire di più riguardo alle aziende, alle regioni e alle varietà dell’uva. Delle maggiori informazioni di base sulla regione, sulla storia e sulle specifiche caratteristiche sul retro dell’etichetta potrebbe aiutare ad accrescere la loro conoscenza. In sostanza, secondo il mio punto di vista, investire nella promozione della cultura del vino e nella sua conoscenza in Polonia è il modo ideale per migliorare la percezione di un vino così grande e ricco nella tradizione.

Cosa pensa della classificazione del vino nelle principali guide? Può aiutare nella vendita del vino?

Certamente. Gli amanti del vino in Polonia leggono per la maggior parte le stesse guide che si leggono in Europa e una buona classificazione non fa male a nessuno. Questa è particolarmente importante per le etichette più costose, poiché esse hanno una minore possibilità di essere motivo d’interesse per i bevitori occasionali menzionati sopra, e quindi sono più indicate per gli amanti del vino, che leggono più probabilmente queste guide.

Cosa ci può dire della conoscenza del vino dei consumatori nel suo mercato? Qual è la tendenza?

Ho già accennato a  questo brevemente in alcune delle domande precedenti ma il mercato del vino polacco e la cultura del vino stanno crescendo una volta per tutte. Gli ultimi 25 anni hanno visto un’enorme crescita nelle vendite del vino e naturalmente la conoscenza e la cultura del vino sono accresciute in seguito ad essa. Più persone bevono il vino più persone si interessano ad esso e aumentano le loro aspettative. Per esempio abbiamo una tonnellata di blog di vino in polacco in internet e la loro popolarità sta crescendo poichè si sente il bisogno di avere maggiori informazioni. Questa è la tendenza, lo stato è una cosa differente. Molti polacchi sono ancora dei bevitori occasionali, la conoscenza del vino è poca, pochissima o inesistente. Questo è ancora il più grande limite del nostro mercato poiché le persone guardano prima e soprattutto il prezzo, poiché non pensano che vedrebbero alcuna differenza se comprassero qualcosa di meglio.


Roman Dabrowski, Ardi (Polonia)

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