SbavatureSecondo noi

Il rovente settembre del vino italiano

Pubblicato il

autunno

E’ un caldo, forse caldissimo, settembre questo che sta vivendo il mondo del vino italiano.

Non parliamo del meteo, perché piogge, freddo e clima ballerino stanno mettendo in serio disagio molte regioni italiane.

Parliamo della difficile vendemmia, del nuovo caso di vino contraffatto, dei conti in tasca ad Expo, e di altre polemiche che stanno interessando l’Italia enologica.

Per quanto riguarda la vendemmia, Coldiretti prevede un calo di produzione di almeno il 15%: colpa del maltempo e dell’estate “pazza”.

A rimetterci non solo le aziende, ma anche i consumatori perché le ripercussioni sul fatturato e sui listini saranno inevitabili, è lapalissiano.

Secondo Assoenologi la Sicilia avrà un calo del 30% e il  Veneto, la regione in genere più produttiva con 7,8 milioni di ettolitri, avrà un calo del 15% circa rispetto allo scorso anno.

Annata tanto difficile in Veneto che Bertani e Dal Forno, aziende storiche della Valpolicella, rinunciano quest’anno a produrre l’Amarone: “dopo un’estate così – dice Romano Dal Forno – sarebbe un azzardo. Meglio puntare sul Valpolicella per non buttar via l’intera stagione”.

Ecco però che si fa spazio alla polemica.

Sempre secondo Assoenologi, infatti, in questa vendemmia più che mai è fondamentale ruolo dell’enologo: “La meritocrazia sarà determinante per i risultati qualitativi di quest’anno. La vitienologia è una scienza e come tale non può essere delegata a chi non è della professione. Il 2014 è la classica annata che mette in luce come la tradizione da sola non risolve i problemi. Il vino, come qualsiasi altro prodotto biologico alimentare, senza cultura scientifica e tecnologia solo casualmente può essere di qualità, e quando si parla di tecnologia si parla di tecnici, nel nostro caso di enologi e di enotecnici”.

E continua a piovere sul bagnato con l’ennesima frode a danno del made in Italy e dell’immagine di uno dei suoi vini più famosi al mondo, il Brunello, scoperta dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Siena.

L’Operazione “Brunello”, ha sequestrato 220mila bottiglie di falso Brunello e Rosso di Montalcino per un valore di un milione di euro. Secondo Coldiretti: “dall’inizio della crisi più che raddoppiate le frodi nel vino e negli alcolici con un incremento record del 102% del valore delle bottiglie sequestrate perché adulterate, contraffate o falsificate, con un danno incalcolabile per il prodotto agroalimentare made in Italy più esportato.

A pochi mesi da Expo2015, momento in cui i riflettori dovrebbero essere tutti puntati sul made in Italy, ecco che arrivano altre polemiche perché il padiglione dedicato al vino non servirà a promuovere le migliori aziende d’Italia ma solo le più ‘facoltose. E’ quanto emerge da un articolo pubblicato sul quotidiano Italia Oggi qualche giorno; nell’articolo viene divulgato il listino prezzi che sta circolando tra i Consorzi e i produttori. Si va da 3 mila euro più Iva per una sola bottiglia in esposizione per tre mesi a 15 mila euro più Iva per quattro bottiglie esposte per tutti e sei i mesi di durata dell’Esposizione Universale.

Ecco, forse più che un settembre caldo, avremo un autunno bollente…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *